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Gauguin
Periferia di Parigi. Un locale dalle vetrate sporche di condensa spazzata da troppe mani bisunte, un soffitto basso che rimanda in gola il fumo denso e caldo delle decine di Gauloise senza filtro penzolanti da altrettante coppie di labbra algerine e marocchine, dozzine di mani strette attorno ai bicchieri mezzi vuoti. Le voci si intrecciano e parlano di giornate faticose, di piccoli furti, di amori finiti o iniziati o solo immaginati. Il tono delle voci è alto, a sovrastare il volume della musica che proviene dallangolo più lontano, da un palco inventato sul momento per alloggiare qualche gruppo di musicisti che, abbracciati ai loro strumenti sudati, danno voce agli avventori di quel bistrò di terza categoria, cantando di giornate faticose, di piccoli furti, di amori finiti o iniziati o solo immaginati. Incastonati in quel palco trovano la loro collocazione ideale i Gauguin. Il gruppo esiste da diversi anni ma nella formazione odierna solo dal 1995. Nel novembre dello stesso anno i Gauguin incidono il primo demo; successivamente, in seguito alla definizione di un repertorio completo ed originale, iniziano ad esibirsi dal vivo. Fra le esperienze più significative ricordiamo: concerto in diretta a Radio Popolare, rassegna "Suoni Barbari"' (festa multiculturale di Collecchio), selezioni di "Rock targato Italia 1997" (classificati nei primi sei con accesso alla finale provinciale), finalisti al concorso "Rock 1997" di Pilastro di Bologna, vincitori del concorso "Primavera in Musica 97" di Fiorano (Mo). Nel marzo del '97 incidono 6 pezzi originali per il secondo demo (Metamorfosi) presso lo Studio Santantonio. Nelle ultime esibizioni dal vivo la formazione è stata arricchita dal prezioso apporto di Danilo (tastiere) e Gabriele (percussioni), entrambi provenienti da significative esperienze precedenti, Nel settembre '99 escono con il loro CD. Non è facile definire il genere musicale del gruppo; il repertorio dei Gauguin è frutto di canzoni originali (con testi in italiano) nelle quali confluiscono vane sonorità (ballate irlandesi, folk slavi, accenti sudamericani o più spiccatamente mediterranei), che danno forma ad uno stile particolare, caldo ed evocativo. Come il famoso pittore i Gauguin, con le loro canzoni, intraprendono un viaggio immaginario, che è allo stesso tempo fuga dagli schemi tradizionali e ricerca di musicalità perdute. Anche nei testi si nota il desiderio di affrontare temi, anche consueti, in modo originale e se per le musiche autori come De Andrè, Fossati, Capossela, alcuni gruppi emergenti come i Mau-Mau o i Modena City Ramblers ed un certo filone musicale francese costituiscono alcuni punti di riferimento, anche nei testi non mancano riferimenti ed omaggi ad autori importanti come Kafka, Dostoevskij, Bertolucci e Pirandello e a canzoni della tradizione popolare italiana. |